Il 13 maggio 2026, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Sassari, si è tenuta la tavola rotonda “Riflessioni sul diritto civile vivente” a margine del Volume “Lezioni di diritto civile” di Ubaldo La Porta, a cura di Antonio Fuccillo.
Dopo i saluti del Prof. Michele Comenale Pinto (Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza) e del Notaio Laura Faedda (Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti di Sassari, Nuoro e Tempio Pausania), il dibattito è stato introdotto dal Prof. Giovanni Maria Uda e coordinato dal Prof. Claudio Colombo.
È intervenuto il Prof. Notaio Achille Antonio Carrabba, il quale ha osservato come il Volume insista continuamente sul rapporto tra teoria e pratica, come riflesso della duplice funzione, accademica e professionale, svolta da Ubaldo La Porta. Emerge, fin dall’inizio, l’importanza del metodo, richiamando la necessità di dare ordine agli istituti giuridici, inserirli in una struttura logica e comprenderne il collegamento reciproco. Egli ha ripercorso la parte del Volume dedicata al contratto, con un approfondimento del tipo contrattuale: la distinzione tra causa e tipo richiede un’analisi sul giudizio di meritevolezza. Ha, poi, definito gli elementi accidentali come veicoli per dar spazio a motivi che devono, nell’ottica delle parti, condizionare l’efficacia del contratto stesso, con un approfondimento della condizione sospensiva meramente potestativa.
Il Notaio Domenico Giurato, soffermandosi sulla tensione tra il principio consensualistico di cui all’art. 1376 c.c. e gli effetti della trascrizione di cui all’art. 2644 c.c., ha tratteggiato una riflessione centrale di Ubaldo La Porta: l’Autore riteneva che fosse possibile concepire un atto di autonomia privata con effetti segregativi ed efficacia reale senza ricorrere al trust interno. Egli, infatti, adottando un metodo rigoroso e profondamente formalista, attribuiva grande importanza alla struttura dell’atto, alla forma e alla sua coerenza interna nel sistema codicistico. In questa prospettiva, guardava con sospetto agli istituti di diritto straniero, ritenendoli spesso incompatibili con l’impianto del diritto civile italiano. Secondo l’A. il contratto funzionava correttamente quando restava entro i confini della tradizione codificata, senza aperture eccessive verso modelli esterni. In questo contesto, è lo stesso istituto del trust a contrastare con la dottrina causalista: per l’A. la forma e il consenso sono il cuore dell’effetto traslativo, mentre nel trust il beneficiario attraversa una fase intermedia di aspettativa, che si consolida solo quando avviene il trasferimento effettivo o la segregazione patrimoniale.
È, poi, intervenuto il Prof. Notaio Antonio Fuccillo, evidenziando che Ubaldo La Porta andasse oltre il dato normativo per veicolare il suo pensiero generale: l’autonomia delle parti incide fortemente sulla gestione patrimoniale degli interessi. Trattasi di una “super” autonomia privata che consente un’autoregolamentazione degli interessi molto più ampia di quanto gli schemi contrattuali possano garantire. Particolare attenzione è stata dedicata alla trattazione della causa negoziale, quale elemento vitale tale da condizionare l’intero negozio. In questo senso, l’interesse delle parti diviene per l’A. essenziale anche nella esecuzione del contratto e nella sua fase patologica.
A conclusione della tavola rotonda è intervenuto il Prof. Notaio Giuseppe Werther Romagno, il quale, nel ripercorrere gli spunti offerti dai relatori, ha scorto nella causa il filo conduttore della produzione scientifica di Ubaldo. La sua riflessione è guidata dalla funzionalità di cui la causa rappresenta l’ente esponenziale: ogni istituto deve essere interpretato in base agli interessi reali che mira a proteggere, favorendo la circolazione della ricchezza e la stabilità dei rapporti. Dal punto di vista metodologico, negli scritti dell’A. si assiste al tentativo di attuare il superamento del formalismo esegetico. La sua indagine prendeva le mosse dalla norma, intesa non come un reperto statico ma come un congegno che deve produrre effetti utili nella realtà socio-economica. In questo senso, i suoi studi si caratterizzano per il tentativo di ricondurre la complessità delle sfide imposte dalla moderna contrattazione entro le coordinate rassicuranti, ma flessibili, del sistema del diritto civile.
L’incontro ha costituito una significativa occasione di approfondimento scientifico e professionale sui temi del diritto civile contemporaneo nella prospettiva dell’esperienza notarile, grazie al contributo di relatori esperti che coniugano lo studio teorico del diritto civile con l’esperienza pratica della professione.