La tavola rotonda “Le religioni al cinema. Il cinema e le religioni” tenutasi il 13 maggio 2026 presso l’Università degli Studi di Sassari, ha rappresentato un importante momento di riflessione sui temi affrontati nel Volume “Le religioni al cinema. Dalla censura alla classificazione” (Merita Edizioni, 2025), curato dal Prof. Antonio Fuccillo.
Ha aperto i lavori il Prof. Tommaso Gazzolo, il quale ha letto il rapporto tra religioni e cinema attraverso una prospettiva filosofico-dogmatica, guardando al concetto di rappresentanza di Carl Schmitt. La logica della rappresentazione è per definizione la rappresentazione dell’immagine e ciò lo si coglie perfettamente nella cinematografia, che presenta un rapporto privilegiato con il cattolicesimo date le molteplici rappresentazioni del Papa. Il dibattito è proseguito con gli interventi di alcuni degli Autori del Volume, tra i quali la Prof.ssa Ludovica Decimo, il Prof. Francesco Sorvillo e il Dott. Federico Gravino. La Prof.ssa Ludovica Decimo ha approfondito la linea d’azione seguita dalla Chiesa cattolica in relazione al fenomeno della settima arte: da un lato essa contrasta il dileggio alla religione cattolica, perpetrata anche tramite le rappresentazioni cinematografiche, dall’altro promuove con favore la produzione cinematografica. Si registra, infatti, una sempre maggiore apertura della Chiesa cattolica verso il linguaggio cinematografico in quanto strumento di educazione pastorale. Viene, inoltre, posto l’accento sulla istituzione della Commissione Film CEI, organo pensato per fornire valutazioni di film e serie tv al fine di orientare i fedeli e le istituzioni ecclesiali nell’ampia produzione cinematografica. Il Prof. Francesco Sorvillo, con uno sguardo agli accadimenti nel regime totalitario, si sofferma sull’avvenuta esclusione di alcune delle grandi produzioni cinematografiche, poiché di provenienza ebraica, creando un serio nocumento anche in termini di crescita del mercato cinematografico all’interno del paese. Ha evidenziato, poi, con riferimento al divieto di idolatria, lo stretto legame sussistente tra l’immagine e la rappresentazione, mediato dai precetti che promanano dai diritti religiosi. Da un diverso punto di vista, il Dott. Federico Gravino ha affrontato il tema della tutela penale del sentimento religioso laddove dalla visione di un’opera cinematografica possa derivare un’offesa alla religione. Sono stati, pertanto, ripercorsi i più rilevanti pronunciati giurisprudenziali in materia, giungendo a considerare la libertà di espressione artistica e la libertà religiosa come “protagoniste” del grande schermo. Ha concluso il dibattito il Prof. Antonio Fuccillo, con una riflessione sul rapporto tra libertà d’espressione artistica e tutela del sentimento religioso: la satira e, in generale, le rappresentazioni artistiche incontrano un limite nel diritto di libertà religiosa e, dunque, nel rispetto delle credenze altrui.