Il Consiglio dei Ministri ha approvato, il 2 luglio 2026, l’informativa sul “Piano nazionale per l’economia sociale” elaborato da un tavolo di lavoro tecnico costituito dal Viceministro del MEF Maurizio Leo, dal Sottosegretario del MEF Lucia Albano e dal Viceministro del MLPS Maria Teresa Bellucci. Si da, così, avvio al percorso di attuazione dell’Action Plan for the Social Economy approvato nel 2021 dall’Unione Europea, in risposta alla Raccomandazione del Consiglio dell’UE (27 novembre 2023), che invitava gli Stati membri a dotarsi di una strategia e di un quadro giuridico favorevole allo sviluppo dell’economia sociale.
Nel settore dell’economia sociale operano tipicamente soggetti di diritto multiformi, sia sotto il profilo strutturale che operativo, tutti accomunati da tre elementi distintivi: «il primato della persona e delle finalità sociali e/o ambientali rispetto al profitto; il reinvestimento degli utili nel perseguimento degli scopi statutari; una governance democratica o partecipativa». Il Piano individua essenzialmente quattro categorie di soggetti preposti al raggiungimento degli obiettivi europei: il Terzo settore, la cooperazione, lo sport dilettantistico e gli enti religiosi.
Come dichiarato dal Viceministro Maurizio Leo, tali enti verranno riconosciuti come Servizi di Interesse Economico Generale, beneficiando «di interventi agevolativi sul piano tributario, sia in termini amministrativi che di minore imposizione». Tra le linee d’azione della strategia nazionale figurano, poi, la semplificazione dell’accesso al credito, la valorizzazione del patrimonio immobiliare per finalità sociali, la promozione di percorsi di formazione e informazione, la promozione dell’economia sociale nelle politiche di coesione e del lavoro.
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