Il 17 aprile 2026 si è svolta presso il Dipartimento di Studi Giuridici ed Economici dell’Università di Roma “Sapienza” la lectio del Notaio Prof. Antonio Fuccillo sul “Diritto ecclesiastico e professioni legali”.
La religione, quale marcatore culturale primario ineliminabile, suggerendo condotte e scelte nel vivere quotidiano, influenza le molteplici tradizioni giuridiche. Sono, infatti, gli stessi valori religiosi ad aver ispirato alcuni principi centrali dell’ordinamento giuridico: il principio di uguaglianza, l’equità, la buona fede, la rescissione per lesione ultra dimidium e l’anatocismo. La religione, assunta quale matrice di senso, giunge a costituire un elemento imprescindibile nelle valutazioni giuridiche. Per cui, occorre che l’operatore del diritto abbia una compiuta conoscenza della materia per soddisfare efficacemente le esigenze cultural-religiose del singolo e dei gruppi.
È stata, pertanto, approfondita la componente tecnica del diritto ecclesiastico, il quale, seppur abbia una radice costituzionale, si estende a categorie significative del diritto civile, come il matrimonio, l’educazione dei minori nel rapporto coniugale, la successione e l’amministrazione dei beni ecclesiastici. È un settore che apre molteplici prospettive professionali, specialmente in contesti di crescente pluralismo religioso e globalizzazione giuridica.
In particolare, l’intersezione tra diritto ecclesiastico e diritto civile si coglie con evidenza laddove le norme che regolano la successione testamentaria sono influenzate dalle convinzioni religiose. In alcuni casi, le disposizioni testamentarie possono entrare in conflitto con i precetti religiosi in contesti in cui convivono religioni e diritti civili non solo diversi ma anche contrastanti. Il diritto ecclesiastico, in questi casi, richiede una gestione attenta e specializzata per armonizzare la legge con le pratiche religiose in materia di eredità e successione.
Va, poi, evidenziata l’ampiezza dell’apparato amministrativo-fiscale degli enti religiosi: la gestione dell’attività di tali organismi richiede un’adeguata conoscenza non solo del diritto, ma anche e soprattutto delle norme che regolano la confessione religiosa di appartenenza dell’ente.
Con il crescente pluralismo religioso e l’evoluzione delle normative, il metodo che tale disciplina conferisce, quale scienza di mezzo, è tale da rispondere efficacemente alle esigenze che nascono in un mondo giuridico sempre più interconnesso e interculturale.