La Regione Marche e la Regione Ecclesiastica Marche hanno stipulato un protocollo d’intesa (approvato con D.G.R. n. 517/2026), valido fino al 31 dicembre 2030, volto a valorizzare il ruolo sociale ed educativo degli oratori del territorio regionale e degli enti religiosi che svolgono attività similari, in attuazione della L.R. n. 31/2008.
Il protocollo mira a definire le modalità attuative di cui alla L.R. n. 31/2008, con particolare riguardo:
a) alla declinazione delle funzioni socioeducative svolte dagli Enti ecclesiastici della Chiesa cattolica e dalle associazioni ecclesiali tramite le attività di oratorio (il riferimento è alla promozione del benessere fisico e psicologico dei giovani, all’accompagnamento e al supporto alla loro crescita culturale e sociale, alla loro partecipazione attiva alla vita della comunità, nonché all’inclusione sociale, integrazione interculturale e di soggetti affetti da disabilità, alla prevenzione del disagio giovanile e al contrasto dei vari rischi di devianza);
b) alla collaborazione degli Enti ecclesiastici della Chiesa cattolica e delle associazioni ecclesiali con il sistema regionale dei servizi e degli interventi, prevista dalla L. n. 328/2000 (contemplando forme di collaborazione attivabili dalle Diocesi e dalla Regione Ecclesiastica Marche con Enti pubblici e privati);
c) ai criteri di concessione dei contributi erogati dalla Regione Marche alla Regione Ecclesiastica Marche e alle Diocesi marchigiane o agli Enti da esse designati;
d) alle modalità di gestione degli interventi da parte dei soggetti destinatari dei contributi;
e) alla realizzazione e implementazione delle attività di oratorio con particolare attenzione alle Parrocchie site nelle aree del cratere sismico di cui al D.L. n. 189/2016 e s.m.i., convertito in L. 15 dicembre 2016, n. 229.
È disposta, in particolare, la concessione di contributi da parte della Regione Marche in favore della Regione Ecclesiastica Marche, delle relative Diocesi e degli Enti da esse designati, necessari per attuare i progetti, predisposti da ciascuna Diocesi e/o altro Ente, volti a:
a) formazione degli operatori, del personale ausiliario e dei partecipanti alle attività di oratorio;
b) interventi che garantiscano l’effettivo e regolare funzionamento delle attività di oratorio e l’eventuale apertura e/o gestione di nuovi spazi (anche all’aperto) e strutture;
c) iniziative che possano garantire esperienze di socialità e comunità in sicurezza e l’attivazione di reti tra i giovani, anche attraverso l’integrazione digitale, l’uso sapiente della tecnologia, ricerche e sperimentazione di attività e metodologie d’intervento, specie a carattere innovativo;
d) realizzazione di percorsi di integrazione e di recupero a favore di soggetti fragili a rischio di emarginazione sociale e/o povertà educativa e/o devianza giovanile.
Al fine di consentire l’esercizio delle attività di oratorio, ex art. 5 della L.R. n. 31/2008, le Regioni, gli Enti locali e le Aziende sanitarie locali possono concedere l’utilizzo di beni mobili ed immobili di loro proprietà in virtù di un contratto di comodato nel quale, oltre alla durata della disponibilità del bene, occorre indicare gli obblighi a carico del comodatario, in conformità di quanto disposto dagli artt. 1803 e 1812 c.c.
Il protocollo valorizza il ruolo del Terzo settore ecclesiale quale motore di coesione sociale e solidarietà e rafforza il raccordo tra il sistema regionale delle politiche giovanili e la rete degli oratori, prevedendo la partecipazione della Commissione Regionale Oratori alle forme di partecipazione in tema di politiche giovanili promosse dalla Regione Marche.
