Presentazione del Volume “Gli enti religiosi nel diritto vivente. Paradigmi teorici e protocolli operativi” di Ludovica Decimo

Il ciclo di webinar I “Venerdì” di Diritto e Religione (Università Giustino Fortunato) ha dedicato l’incontro del 24 aprile 2026 alla presentazione del volume “Gli enti religiosi nel diritto vivente. Paradigmi teorici e protocolli operativi” di Ludovica Decimo, pubblicato per i tipi di Merita Edizioni nel 2025.

L’incontro è stato coordinato dalla Prof.ssa Miriam Abu Salem, la quale ha ripercorso i temi sviluppati dall’Autrice: l’inquadramento strutturale e finalistico degli enti religiosi e gli spazi in cui esercitano le c.d. attività diverse, quali il Terzo settore e il mercato di beni e servizi. Il cuore teorico del volume si coglie nella proposta di una “nuova tassonomia” degli enti religiosi: si distingue tra enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, enti religiosi civili ed enti civili di ispirazione religiosa. È stato, inoltre, rimarcato il taglio pratico della ricerca: accanto alla prospettiva teorica attraverso cui si guarda alla categoria poliforme degli enti religiosi sono posti precisi protocolli operativi, nello specifico tecniche statutarie, fondamentali per i giuristi e per chi opera quotidianamente all’interno di tali organismi.   

L’intervento della Prof.ssa Ludovica Decimo ha preso le mosse dalla rilevanza sociale rivestita dalle organizzazioni religiose all’interno della società, intensificatasi anche per l’arretramento dello Stato dal soddisfacimento degli obiettivi di welfare. Alcuni studiosi americani hanno, infatti, rilevato che l’eliminazione di tali entità arrecherebbe un grave danno al benessere collettivo.

Nella prima parte della monografia è stata affrontata una rilettura dell’art. 20 Cost., norma sistematica che si pone a tutela degli enti religiosi in termini antidiscriminatori, assumendo, inoltre, una funzione di promozione degli stessi. Tali entità si qualificano come le “braccia operative” delle confessioni religiose: costituiscono le forme organizzative attraverso cui esse operano. Esse si caratterizzano tipicamente per lo speciale regime giuridico di cui godono rispetto agli enti di diritto comune in virtù della finalità di religione o di culto perseguita. Posto che gli enti religiosi nascono negli ordinamenti confessionali ed operano nell’ordinamento giuridico civile, ad essi si applicherà il diritto comune oltre alle norme tipiche dell’ordinamento confessionale di appartenenza. 

Con riferimento al mondo non profit, particolare attenzione è stata posta sugli enti religiosi che operano nel Terzo settore. L’Autrice, in particolare, si è soffermata sulla “trasfigurazione” degli enti religiosi ETS che ne deriva: molte confessioni senza intesa, prive di protezione giuridica, preferiscono “cambiare veste” aderendo al Terzo settore, anche per godere delle relative agevolazioni fiscali.  Tuttavia, una volta che tali enti si strutturano e ampliano, la qualifica ETS non risulta essere più adeguata, dando luogo ad una serie di problematiche economico-giuridiche laddove l’ente religioso voglia avviare il procedimento di riconoscimento in persona giuridica, prima fra tutte la devoluzione del patrimonio dell’ente religioso ETS. Dunque, sebbene l’art. 20 Cost. possa interpretarsi come norma di tutela rafforzata degli enti di tutte le confessioni religiose è, tuttavia, emerso che la l. n. 1159/1929 ante-costituzione sui culti ammessi sia essenzialmente inadeguata a disciplinare l’attuale pluralismo confessionale.

È stato, poi, affrontato un ulteriore aspetto di notevole interesse, quale la possibilità per gli enti religiosi di esercitare attività d’impresa. In questo caso, il segmento patrimoniale direttamente destinato alle attività di impresa è sottoposto a procedura concorsuale, oltre che al regime giuridico di riferimento. Ne deriva una disciplina articolata che richiede una valutazione attenta circa la forma giuridica da adottare per l’esercizio dell’attività a che meglio si adatti al singolo ente religioso. 

L’incontro, particolarmente partecipato, è stato denso di domande poste da ricercatori e professionisti, confermando l’interesse che il tema suscita e l’importanza del dialogo su tematiche di estrema attualità.

La presentazione completa:

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