Report “Easy Read Law. Traduzione giuridica come veicolo e meta della convivenza interculturale”

Il 5 febbraio 2026 si è svolto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Roma Tre il convegno “Easy Read Law. Traduzione giuridica come veicolo e meta della convivenza interculturale”, coordinato dal Prof. Mario Ricca, in cui è stata approfondita in chiave multidisciplinare la traduzione giuridica interculturale quale mezzo di inclusione.

Le riflessioni sul problema della comprensione degli atti in lingua straniera e sulla traduzione giuridica interculturale sono state espresse in relazione all’operato del notaio. Il cuore della funzione notarile consiste nel conformare la volontà delle parti al rispetto dei principi ordinamentali, traducendoli in un documento di fede pubblica. In questi termini è essenziale che il contenuto e le finalità dello strumento giuridico proposto siano realmente comprese dai destinatari dell’atto. Il notaio assume, nell’attuale società multiculturale, un importante funzione di mediazione e traduzione giuridica, con l’obiettivo di rendere accessibili allo straniero gli strumenti del diritto, garantendo comprensione, tutela e inclusione (Prof. Antonio Fuccillo).

Il diritto civile è chiamato a confrontarsi con il pluralismo culturale e con il rischio linguistico strutturale, che può trasformare gli strumenti giuridici da fattori di inclusione a mezzi di marginalizzazione. Esempi come il matrimonio musulmano, i rapporti di lavoro durante il Ramadan o il consenso espresso senza reale comprensione mostrano come cultura e identità debbano essere rispettate. È stato evidenziato come l’articolo 3 della Costituzione imponga di rimuovere gli ostacoli che limitano l’accesso effettivo ai diritti, richiedendo di ripensare i contratti non come contenitori neutri, ma come strumenti comunicativi capaci di rendere i diritti comprensibili, percepibili e realmente esercitabili da tutti (Prof. Carlo Mignone).

È stata, poi, trattata la disciplina delle successioni islamiche, evidenziando le asimmetrie con la disciplina giuridica italiana, relative alla differenza di genere e di religione. Posto che il testamento costituisce per il sistema islamico uno strumento residuale, la donazione viene adottata per aggirare le rigide regole successorie in quanto priva di limitazioni sia in termini quantitativi che in riferimento ai beneficiari. È stato, inoltre, osservato che le regole successorie coraniche non siano aprioristicamente incompatibili con l’ordine pubblico interno, dovendo verificare l’incompatibilità in relazione agli effetti concreti derivanti dalla applicazione effettiva della norma straniera (Prof.ssa Miriam Abu Salem).

Pubblicato in Eventi, Eventi passati.